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Padiglione espositivo per un collezionista di Lamborghini
Nuova realizzazione - costruito

Chi è un collezionista?

E’ colui che vuole tenere un sogno tutto per sé, a suo esclusivo godimento, per perfezionarlo e alimentarlo di continuo nel tempo, con l’intento di non completare mai la collezione per non far finire il sogno.

Nasce così l’idea di costruire un grande scrigno nero, destinato nel tempo a custodire 12 gioielli, 12 Lamborghini gialle, in un gioco scenografico di luci, specchiature e riflessi:

due lunghi e massicci muri neri orizzontali e paralleli in cemento sostengono una copertura bianca in shed che modula la luce naturale e dall’alto la diffonde all’ interno, dove le pareti sono di un’intenso nero opaco e il pavimento in grandi lastre di gres nero lucido specchiante.

Sulle testate invece si trovano delle grandi vetrate in profilo nero che per la loro posizione non fanno filtrare il sole direttamente sulle auto. Altri ambienti, completamente vetrati, sono una sala riunioni (con una piccola biblioteca di libri e riviste a tema automobilistico) e una sala modelli (con modellini in scala e memorabilia della Lamborghini).

Importante in quest’ottica progettuale è stato lo studio delle luci: all’interno si è voluto nascondere il più possibile i corpi illuminanti usando darklight e wallwasher per occultare l’origine della luce ma al contempo illuminare la carrozzeria di ogni singola auto con potenti fari a led di ultima generazione. La volumetria interna è anche sottolineata da un taglio di luce alla base delle pareti e per tutta la loro lunghezza.

Per la biblioteca e la sala modelli sono state usate invece in modo evocativo due grandi lampade Moon in carta giapponese.

La luce lunare è anche il leit-motiv dell’illuminazione esterna: dei lampioni dotati di un vetro diffusore appositamente studiato illuminano il nero dei muri di una luce tenue ma nitida e omogenea, tipica delle notti di luna piena.

Questi due massicci muri neri adagiati nel mezzo della campagna trevigiana evocano dimensionalmente e paesaggisticamente i grandi muri orizzontali di cinta delle ville venete e appunto non si configurano come edificio, ma piuttosto come landmark. I muri poi si modulano e frammentano a individuare altri due spazi: una serra (altra passione del committente) in fronte al padiglione, e un piccolo giardino che viene a formarsi fra loro. Attorno ai due muri gira un piccolo circuito di prova completo di area lavaggio e pulitura delle auto.

Treviso
Privato
2019/2020
Alessandro Trevisin
Design, Architettura d'interni, Nuove costruzioni

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